La provincia di Cenere non è sfondo: è una forza che ti modella.
Ti insegna cosa non devi dire, cosa non devi desiderare, quando devi smettere di sognare.
L’adolescenza è una tensione continua tra restare e fuggire.
Come nelle ballate country: strade dritte, case basse, e quella sensazione che il mondo sia più grande di così.
La ribellione, in Cenere, è immaginare un altrove prima ancora di raggiungerlo.
E quando vivi in una distopia populista, è già un atto politico.
Ma alla fine cosa importa? si chiese. Nel senso, davvero, che cos’è che importa? Non sono forse le persone che ami, che ti stanno vicine? Cerchiamo continuamente di giustifi- care la nostra piccola vita attribuendole significati sfiancati e il tempo ci scivola tra le dita. Così, in silenzio, attraver- siamo la vita come pesci d’argento lungo un torrente, una corsa al mare, non possiamo fermarci a prendere fiato. E l’amore? L’amore, l’amore. Anna, mio padre, il professo- re. Non si può smettere di amare solo perché siamo sta- ti delusi, rifiutati, schiacciati, umiliati. E il sistema certo non aiuta, eh. Con la sua comunicazione scheletrica, i suoi residui di significato che penzolano stecchiti come alghe secche. Eppure, eppure. C’è l’inquinamento, c’è il regime, c’è l’odio, però c’è anche la musica, ci sono le montagne. Finché ci sono le montagne, si diceva Ash nei momenti veramente duri. Il pensiero era tutto lì: finché ci sono le montagne. Sospeso, così. Come a dire: le vedi? Sì, ci sono ancora. Quindi tutto bene, si può andare avanti.
Audiolibro: https://open.spotify.com/episode/0fsQqU8SUaKsi0hb90NM8p?si=3qI_qRmBSk2X2FKr1L4Tag&t=31
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E in effetti la provincia ha grandi interpreti
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