Per me il rock è sopravvivenza emotiva.
In Solo Radio Wild ogni canzone è una risposta non richiesta.
Il rock è l’opposto del burnout perché non ti chiede di essere efficiente, brillante, performante.
Ti chiede solo di sentire.
Ho voluto che la musica fosse una presenza viva, non una playlist di sottofondo.
Il rock è la voce che dice “chissenefrega” quando il mondo pretende troppo.
È l’energia che resta quando sei stanca di spiegarti.
Se cerchi storie che suonano, non solo che raccontano, questo libro è il mio modo di dirti: sei sulla frequenza giusta.
La PLAYLIST di SOLO RADIO WILD su SPOTIFY: https://open.spotify.com/playlist/6jWfZxo7wWRrEObRNNIpdM?si=TAbY1iDYQL-5lKk8fuKZRw&pi=VXo-cFyKQUKGb
Sonia ascolta Solo Radio Wild, che trasmette solo musica Rock, perché per me il rock è il contrario del Burnout. Il rock è liberatorio, uno schiaffo alla miseria, un “chissenefrega” perfezionato da generazioni di artisti e giunto fino a noi quasi per miracolo, attraverso i decenni. Il rock è stato inventato per i millennial in burnout, ne sono sicura.
Sono cresciuta ascoltando da una parte Beethoven e Bruckner, e dall’altra i Pink Floyd e i Jethro Tull, addolciti da Simon and Garfunkel. Ho avuto il periodo Queen, poi sono passata all’Epic Metal. Facevo le medie e i ragazzi del giornalino della scuola una volta vennero in classe a fare un sondaggio, chiedevano quali fossero i nostri cantanti preferiti. La classe si divideva tra i Backstreet Boys e le Spice Girls. Io risposi: i Blind Guardian. Purtroppo non vennero menzionati nelle statistiche del giornalino, ma di certo mi aiutarono a superare l’ordalia delle medie.
Per me, i libri e la musica sono i rifugi più efficaci.
Quindi Sonia ascolta solo Radio Wild e lo fa come se la radio fosse una sua amica, perché non c’è nessun altro che la capisca, in questo momento della sua vita. Non il suo adorato coinquilino, non il suo ex fidanzato fedifrago, non la sua frequentazione problematica. Di sicuro non i suoi genitori.
Sonia ascolta Radio Wild perché ha bisogno di sentirsi meno sola, adesso che la sua mentore è venuta a mancare. Ha bisogno di ricevere quei consigli che prima venivano da Telma e che adesso le vengono trasmessi, letteralmente, da un programma radiofonico.
In fondo Sonia non è l’unica: che sia la radio, un libro o un film, capita a tutti di avere bisogno di una storia per sentirci meno soli, per sentire che qualcun altro ha messo in musica o in parole il modo in cui ci sentiamo.
A volte c’è il bisogno di sentire una voce che ci fa pensare:
‘Ehi, forse non sono l’unica nell’universo ad essersi mai sentito così, nei secoli dei secoli.’
Scopri di più da Elisa Thid Emiliani
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