Sonia ha perso la sua mentore.
E quando perdi la persona che credeva in te, resti senza bussola.
In Solo Radio Wild, quella voce ritorna.
Non come magia spettacolare, ma come intuizione ostinata.
Come una sensazione: qualcuno mi sta parlando.
Una radio rock è il luogo dove passato e presente si incontrano.
Dove una ragazza adulta, ma ancora fragile, impara a fidarsi di ciò che sente, anche quando sembra irrazionale.
Questa è una storia per chi ha avuto (o cercato) una guida.
E per chi sta imparando a diventare la propria bussola.
Sonia si è sempre rifiutata di fare “un lavoro normale”, e dire che i suoi genitori hanno provato a farle fare dei periodi di prova nelle aziende degli amici di famiglia. Ma Sonia voleva fare l’artista. Motivo per cui adesso è precaria e squattrinata e divide l’appartamento con Cece.
Dal punto di vista delle aspettative esterne, non sta facendo un buon lavoro, per niente. Insegna pittura in una scuola serale, lavoricchia in un doposcuola e fa i salti di gioia quando riceve una convocazione per fare una supplenza alle scuole medie.
Tutto questo sarebbe anche accettabile, se passasse tutto il suo tempo libero impegnandosi nella bruciante passione per la pittura. Invece sono anni che non tocca un pennello.
Amore: disastroso anche quello.
Quindi anche dal punto di vista delle aspettative interne Sonia non se la sta cavando molto bene.
Infatti si è convinta che la sua mentore defuta, Telma, le mandi messaggi dall’oltretomba tramite un programma radiofonico.
Insomma, non sta proprio benissimo…
Scopri di più da Elisa Thid Emiliani
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