Ciao bellezze! In questi giorni, alla veneranda età di 37 anni (che forse è l’età della saggezza), mi sono resa conto che non c’è niente al mondo che riesca e ridarmi una sensazione infantile di beatitudine come la lettura.
Ecco, magari associare la beatitudine a Stephen King non è proprio ortodosso, però per me è proprio così.
Tienimi lì a leggere tutto il giorno, incollata alle pagine anche se sono racconti e non amo molto i racconti a meno che sia Carver, e sarò più felice che in vacanza, più felice che dopo aver ricevuto una bella notizia da festeggiare, più felice che mangiando lasagne (quasi). E poi non si tratta propriamente di felicità. Ho cercato di trovare l’emozione esatta nella ruota delle emozioni che mi ha dato la terapeuta, ma non c’è. La gioia tonda della lettura avvincente è un’emozione a parte, si vede.
E quindi, I like it darker. Oh yes. Che c’è da dire? Leggetelo valà!
Lo vuole leggere anche la nuova coinquilina:

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Sei riuscita a esprimere perfettamente la felicità unica che la lettura porta, qualcosa che sento anche io profondamente. È incredibile come Stephen King, con le sue storie oscure, possa trasportarci in una sensazione così speciale di beatitudine. Anche la menzione di Carver mi ha colpito, perché ha un talento unico nel catturare la bellezza del quotidiano. Davvero, la gioia di una lettura avvincente è un’emozione a parte, difficile da descrivere, ma meravigliosamente reale
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Che coincidenza! Ho parlato anch’io di questo libro nel mio post di oggi 😊
E, comunque, sono d’accordo con te: King è proprio irrinunciabile!
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L’ho letto, un buon libro di cui ho parlato anch’io.
Più che beatitudine della lettura, per me è proprio il senso di onnipotenza che mi trasmette leggere.
Russ
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