L'ultimo dell'anno. A me piace fare bilanci, stabilire obbiettivi per l'anno venturo. Ho notato (con orgoglio, in un certo senso) che nella lunga e irrealizzabile, ovviamente, lista di buoni propositi per il 2022 il lavoro (quello per pagare l'affitto insomma) occupa un solo punto e indica semplicemente il numero che mi serve per campare. Tutto… Continua a leggere Dietro le quarte – Tempo di bilanci
Categoria: diario
Dietro le quarte – per il gusto di farlo
E' forse un paio d'anni, o qualcosa di più, che ho disimparato a fare le cose per il gusto di farle. Senza secondi fini, intendo dire, senza un obiettivo preciso in vista, senza l'aspettativa di una ricompensa ma per il puro, sublime, gusto di farle. Ora lavoro da freelance quindi è scontato che la parte… Continua a leggere Dietro le quarte – per il gusto di farlo
Dietro le quarte – Editing La trappola
Sono passati alcuni mesi da quando ho firmato il contratto con Mosca Bianca per il romanzo che al momento chiamo La Trappola. E' una roba strana, con due dimensioni parallele che ruotano attorno a una vecchia casa di campagna sulla linea gotica. New weird, direi, come genere. Ebbene, oggi inizio l'editing, seguendo i consigli folli… Continua a leggere Dietro le quarte – Editing La trappola
Metafore ginecologiche
L’inquietudine è rimasta. Il senso d’inadeguatezza. Il non essere, o fare, mai abbastanza. Odio questo dry january. Questo gennaio avrei bisogno di bere. E fumare. E stare da sola un mese a distruggermi come so fare io. Per partorire qualcosa di buono. Cos’è poi questa fissazione con le metafore ginecologiche, eh? Partorire de che? Solo… Continua a leggere Metafore ginecologiche
Volersi bene
No, mia cara, questo non è volersi bene. Al contrario. Ma vedi, sono sempre qui sola coi miei pensieri e non ne posso più, quindi penso che qualunque cosa diversa possa valere la pena. Persino un'interazione con qualcuno che non mi vuole bene. Al contrario. Ma anch'io mi voglio un po' male, sai? Lo so,… Continua a leggere Volersi bene
Se dovessi indovinare direi che non sei me
Lo specchio enorme dell'ascensore mi terrorizzava, ma vivendo al quarto piano non potevo sempre prendere le scale. A volte ero troppo ubriaca, l'ironia è che trovarsi davanti a uno specchio con una luce da allevamento di polli, da ubriachi, è peggio. Quella notte non mi reggevo in piedi, dovevo appoggiarmi ai muri. Ero sola. Ero… Continua a leggere Se dovessi indovinare direi che non sei me
Solitudine sistematica
Credevo di avere dimenticato questo tormento, invece mi trovo stupita a riaccoglierlo con gioia. Sono ancora tutti qui, i frammenti di me, a straziarmi la carne. Ma il dolore è meglio, mi dico, sono grata che sia tornato, non credevo, avevo dimenticato, che la mia mente fosse ancora capace di tanta immotivata sofferenza. La solitudine,… Continua a leggere Solitudine sistematica
Dietro le quarte – Ho firmato con Moscabianca!
Kalo fa la guardia al contratto di edizione che ho appena firmato con moscabianca edizioni!
lavarsi col cherosene
Parlare con le persone e poi sentirmi sporca coperta da una patina oleosa che non mi fa uscire non mi fa respirare e voglio lavarmi col cherosene
Il banco dei matti
Passo dal mercato, l’unico mercato di Faenza, nella piazza principale. Non lo faccio mai, anzi diciamo pure che di solito lo evito accuratamente e forse è per questo che guardo con tanto d’occhi i prezzi dei vestiti. Non ci sono abituata. Quello, e i saldi invernali che quest’anno sono arrivati tardi per via di quello che tutti sappiamo.