Sono passati alcuni mesi da quando ho firmato il contratto con Mosca Bianca per il romanzo che al momento chiamo La Trappola. E' una roba strana, con due dimensioni parallele che ruotano attorno a una vecchia casa di campagna sulla linea gotica. New weird, direi, come genere. Ebbene, oggi inizio l'editing, seguendo i consigli folli… Continua a leggere Dietro le quarte – Editing La trappola
Categoria: diario
Metafore ginecologiche
L’inquietudine è rimasta. Il senso d’inadeguatezza. Il non essere, o fare, mai abbastanza. Odio questo dry january. Questo gennaio avrei bisogno di bere. E fumare. E stare da sola un mese a distruggermi come so fare io. Per partorire qualcosa di buono. Cos’è poi questa fissazione con le metafore ginecologiche, eh? Partorire de che? Solo… Continua a leggere Metafore ginecologiche
Volersi bene
No, mia cara, questo non è volersi bene. Al contrario. Ma vedi, sono sempre qui sola coi miei pensieri e non ne posso più, quindi penso che qualunque cosa diversa possa valere la pena. Persino un'interazione con qualcuno che non mi vuole bene. Al contrario. Ma anch'io mi voglio un po' male, sai? Lo so,… Continua a leggere Volersi bene
Se dovessi indovinare direi che non sei me
Lo specchio enorme dell'ascensore mi terrorizzava, ma vivendo al quarto piano non potevo sempre prendere le scale. A volte ero troppo ubriaca, l'ironia è che trovarsi davanti a uno specchio con una luce da allevamento di polli, da ubriachi, è peggio. Quella notte non mi reggevo in piedi, dovevo appoggiarmi ai muri. Ero sola. Ero… Continua a leggere Se dovessi indovinare direi che non sei me
Solitudine sistematica
Credevo di avere dimenticato questo tormento, invece mi trovo stupita a riaccoglierlo con gioia. Sono ancora tutti qui, i frammenti di me, a straziarmi la carne. Ma il dolore è meglio, mi dico, sono grata che sia tornato, non credevo, avevo dimenticato, che la mia mente fosse ancora capace di tanta immotivata sofferenza. La solitudine,… Continua a leggere Solitudine sistematica
Dietro le quarte – Ho firmato con Moscabianca!
Kalo fa la guardia al contratto di edizione che ho appena firmato con moscabianca edizioni!
lavarsi col cherosene
Parlare con le persone e poi sentirmi sporca coperta da una patina oleosa che non mi fa uscire non mi fa respirare e voglio lavarmi col cherosene
Il banco dei matti
Passo dal mercato, l’unico mercato di Faenza, nella piazza principale. Non lo faccio mai, anzi diciamo pure che di solito lo evito accuratamente e forse è per questo che guardo con tanto d’occhi i prezzi dei vestiti. Non ci sono abituata. Quello, e i saldi invernali che quest’anno sono arrivati tardi per via di quello che tutti sappiamo.
Una specie di guru
Poi il guru si mette a dire che ha passato la notte a leggere i messaggi della gente iscritta al gruppo (Facebook) e a guardare i video pubblicati dai partecipanti. Io: doubt it. Poi, per dimostrare che ha davvero letto i messaggi e guardato i video, ne elenca alcuni, dice di essere rimasto colpito…
Questioni d’identità
Nell’eterno tentativo di ricongiungermi ai miei lineamenti, oggi sono andata dal parrucchiere. Lo faccio due tre volte l’anno, non di più. Da che ricordi, al parrucchiere ho sempre associato un senso di smarrimento e inadeguatezza.