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Il romantasy esisteva già, solo nessuno lo chiamava così

C’è un libro pubblicato nel 2001 che ha fatto tutto quello che il romantasy promette di fare oggi, e l’ha fatto vent’anni prima che qualcuno inventasse il termine.

Il dardo e la rosa di Jacqueline Carey (titolo originale: Kushiel’s Dart) non è un romanzo che contiene sessualità. È un romanzo in cui la sessualità è il mondo.

Non è stata la prima. Ma ha fatto qualcosa di diverso.

Chiariamolo subito, perché i blog fantasy hanno il brutto vizio di esagerare: Carey non è stata la prima autrice fantasy a scrivere di sesso. Prima di lei c’era Anne Rice, c’era Marion Zimmer Bradley.

Quello che Il dardo e la rosa ha fatto, e che nessun altro aveva fatto con quella coerenza, è stato trasformare la sessualità in cosmologia.

Terre d’Ange, il mondo di Phèdre, è una nazione nata dagli angeli. Il suo precetto fondante è Ama a tuo piacimento. Non come libertà morale astratta, ma come legge divina, principio politico, codice sociale. La protagonista è una cortigiana segnata dal dio Kushiel, che trova piacere nel dolore. Questo non è un dettaglio di caratterizzazione: è teologia. È economia. È la ragione per cui esiste la Night Court, per cui Phèdre ha accesso ai segreti del regno, per cui la trama si muove.

La sessualità non fa da contorno alla storia, per renderla “spicy”. È la storia.

Prima del BookTok

Carey pubblicò Kushiel’s Dart nel 2001. Le recensioni erano entusiaste.

E poi? Niente. O meglio: lettori devoti, ma silenzio editoriale mainstream.

Chi ha riletto la serie di recente ha osservato che Carey ha pubblicato questi libri vent’anni troppo presto: nell’era del BookTok, l’algoritmo li avrebbe diffusi come un incendio.

È una di quelle frasi che fanno male, perché sono vere. Il problema non era il libro. Era il momento. Nel 2001 non esisteva l’infrastruttura culturale per ricevere un’opera simile: niente social media, niente community fantasy di massa, niente termine ombrello sotto cui raccogliere romanzi che mescolassero intrigo politico, worldbuilding epico e romanticismo esplicito. Il romantasy, come genere riconoscibile, non esisteva ancora.

Carey aveva scritto il testo fondante di un genere che non aveva ancora un nome.

Il cuore pulsante di ogni romantasy che è venuto dopo

Non lo dico io.

Olivia Blake, autrice bestseller del New York Times, ha scritto: “Phèdre e Joscelin’s story is the beating heart of every romantasy to follow” Barnes & Noble — Phedre è il cuore pulsante di ogni romantasy venuto dopo. (Fonte: Barnes & Noble, edizione aggiornata di Kushiel’s Dart)

È un passaggio di testimone esplicito, da un’autrice della generazione BookTok verso chi ha aperto la strada. Le influenze fondanti di Kushiel’s Dart sono ancora visibili nel trend romantasy di oggi, e chi scrive di fantasy romantico, consciamente o no, sta camminando su un sentiero che Carey ha tracciato per prima.

Perché rileggerlo adesso

Rileggere Il dardo e la rosa nel 2026 è un’esperienza strana e rivelatrice. Da un lato, si riconosce ovunque il DNA di ciò che si legge oggi: la protagonista che naviga corti pericolose, la politica intrecciata al desiderio, la relazione centrale che brucia lenta per settecento pagine. Dall’altro, ci si rende conto che Carey faceva cose che il romantasy mainstream ancora fatica a fare: costruire un sistema etico coerente attorno alla sessualità, trattare il desiderio come forza politica, non solo emotiva.

È un libro lungo, è denso, è esplicitamente adult (non YA). Ma se sei arrivat* a chiederti da dove viene quello che leggi, da dove vengono le corti fae, le eroine che imparano a usare il potere invece di subirlo, i love interest che fanno male nel modo giusto… la risposta è qui.


Hai letto Il dardo e la rosa? Sapevi che esisteva prima del grande boom del romantasy?


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