Il 20-21 marzo arriva con passi silenziosi, come fa sempre marzo. Di soppiatto, tra un freddo che non vuole andarsene e un sole che ancora non si fida di sé stesso.
L’equinozio di primavera è il momento esatto in cui il giorno e la notte si guardano negli occhi e si dicono: pari. Nessuno vince. Nessuno perde. È equilibrio allo stato puro, e dura pochissimo, prima che la luce cominci a prendere il sopravvento.
Nelle tradizioni pagane questo momento si chiama Ostara, e porta con sé simboli che conosciamo tutti senza sapere da dove vengono: le uova dipinte, le lepri che corrono nei campi, la promessa che sotto la terra qualcosa si stia muovendo anche se ancora non si vede.
Rinascita. Fertilità. Il coraggio di ricominciare.
Ed è forse per questo che il 21 marzo è anche la Giornata Mondiale della Poesia. Perché la poesia fa la stessa cosa dell’equinozio: trova il punto di equilibrio tra quello che si dice e quello che si sente, tra la luce delle parole e il buio di ciò che resta inespresso.
A Light exists in Spring – C’è una luce in primavera (n. 812) Emily Dickinson
A Light exists in Spring Not present on the Year At any other period — When March is scarcely here
Esiste una luce in primavera che non c’è in nessun altro momento dell’anno — quando marzo è appena arrivato
A Color stands abroad On Solitary Fields That Science cannot overtake But Human Nature feels.
Un colore si stende lontano sui campi solitari che la scienza non può raggiungere ma la natura umana sente.
It waits upon the Lawn, It shows the furthest Tree Upon the furthest Slope you know It almost speaks to you.
Aspetta sul prato, mostra l’albero più lontano sul pendio più lontano che conosci — quasi ti parla.
Then as Horizons step Or Noons report away Without the Formula of sound It passes and we stay —
Poi, mentre gli orizzonti avanzano o i mezzogiorni si allontanano senza formula di suono, passa — e noi restiamo.
A quality of loss Affecting our Content As Trade had suddenly encroached Upon a Sacrament.
Una qualità di perdita che tocca la nostra pace interiore come se il commercio avesse invaso d’un tratto un sacramento.
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