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Bunny (aka un pasticcio meta-testuale)

No, no e no. Partiva bene. Anche _molto_ bene.

Ho iniziato a sospettare quando la storia ha iniziato a diventare così inverosimile da farmi domandare: e adesso come ne esci, cara autrice?

Poi è comparsa la parola “schizofrenia” e ho detto: ok, era tutto un sogno malato. Grande delusione.

E invece no. Era molto peggio.

SPOILER!

Era molto peggio perché la protagonista, che è una scrittrice in una scuola di scrittura, arriva alla revisione del suo romanzo (ovvero il romanzo che tu, lettore, stai leggendo…. wowwwwww forse negli anni ’70 era un’idea innovativa) e questa è la spiegazione. Non: era tutto un sogno, ma: era tutto un romanzo.

Boh, sarò oltranzista, ma per me il metatestuale o lo fai come Paul Auster o è meglio evitare.

E quindi, Bunny bocciato, mi spiace. Ed è un peccato, perché la prima metà prometteva davvero bene.


Scopri di più da Elisa Thid Emiliani

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