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Nel 1973, due anni dopo il successo de Il segno del comando, il regista Daniele D’Anza torna a indagare i misteri dell’occulto con una nuova miniserie RAI: ESP (Extra Sensorial Perception).
Andata in onda dal 27 maggio 1973, la serie si sviluppa in quattro puntate e porta sul piccolo schermo le avventure di un personaggio realmente esistito: Gérard Croiset, il celebre sensitivo olandese che collaborò con la polizia su casi irrisolti. A interpretarlo è Paolo Stoppa, uno dei giganti del teatro e del cinema italiani.
Il soggetto è firmato da Flavio Nicolini, mentre le musiche originali sono composte da Egisto Macchi, capace di creare atmosfere inquietanti e ipnotiche, perfettamente in linea con il tema del paranormale.
Un viaggio tra mistero e suggestione
Con ESP, D’Anza conferma la sua abilità nel coniugare suspense e cultura esoterica, anticipando il crescente interesse del pubblico per fenomeni come telepatia, chiaroveggenza e percezioni extrasensoriali. La serie si colloca nel solco delle produzioni RAI anni Settanta che hanno segnato l’immaginario collettivo italiano, offrendo al tempo stesso intrattenimento e riflessione sul confine incerto tra scienza e mistero.
Perché rivederlo oggi
Oggi ESP rappresenta un piccolo gioiello di televisione d’autore: un racconto sospeso tra realtà documentata e suggestione narrativa, reso indimenticabile dall’interpretazione di Stoppa e dall’atmosfera unica che solo la RAI di quegli anni sapeva creare.
Dal piccolo schermo al Mondo Specchio
Rivedere oggi ESP apre una domanda: quali percezioni extrasensoriali si studiano all’Accademia del Mondo Specchio?
Telepatia, psicometria, precognizione… o forse capacità ancora più oscure e inclassificabili, che non si limitano a indagare i misteri del reale, ma aprono varchi tra le dimensioni. Se negli anni Settanta la RAI cercava di raccontare i confini del paranormale, nell’Accademia gli ESP diventano disciplina e potere, strumenti per orientarsi in un universo dove sogno e realtà si specchiano l’uno nell’altra.
Stay tuned!
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