Lore Specchio

🛡️ I Taurini: montanari ancestrali e custodi dell’equilibrio

*LORE: Lo Specchio di Torino


Prima che nascesse la Iulia Augusta Taurinorum (aka… Torino), sulle rive speculari della confluenza tra Po e Dora Riparia abitava un popolo antico: i Taurini. Liguri e celto-liguri, definivano il confine tra mondo umano e mondo specchio molto prima di ogni altra presenza magica.

Origine e nomadismo montano

Il loro nome derivava probabilmente dalla radice indoeuropea *taur/*ʽmassiccio, robustoʼ, evocando i paesaggi alpini e la loro forza territoriale. Autori antichi osservarono una fusione culturale con le tribù celtiche, trasformando i Taurini in entità ibride, né solo liguri né solo celti.

Taurasia: il villaggio perduto

Secondo le fonti classiche, il loro insediamento principale, Taurasia o Taurinia, probabilmente si trovava nell’attuale quartiere Vanchiglietta di Torino, vicino a Piazza Carlina. Nonostante manchino prove archeologiche certe, si racconta che fu assediato e distrutto da Annibale durante la sua traversata delle Alpi nel 218 a.C., dopo tre giorni di resistenza taurina.

I Primi Custodi

Nel Mondo Specchio, i Taurini sono ricordati come i Primi Custodi del Confine:

  • Erano allevatori e artigiani, ma soprattutto sentinelle del sogno, capaci di percepire l’ingresso delle creature dell’Inferus molto prima che arrivassero.
  • Si dice che adorassero un’antica figura totémica, forse simile al toro divino Apìs, figlia dell’eco delle montagne e del fumo che saliva dai portali dimenticati.
  • Avevano simboli incisi sulla pelle e sul legno: i famosi segni taurini incisi sui massi di Val di Susa testimoniavano un alfabeto sacro ormai perduto.

L’eredità nella Torino moderna

Con la fondazione romana di Iulia Augusta Taurinorum (Torino), i Taurini furono lentamente assimilati, ma nel Mondo Specchio la loro presenza non scomparve del tutto. Si racconta:

  • Che alcuni lignaggi delle Famiglie Specchio attuali possiedano ancora reliquie taurine.
  • Che le cripte sotto la Mole Antonelliana custodiscano simboli visivi che riflettono le incisioni taurine antiche: astratte figure a forma di montagna e toro, collegate a rituali di apertura portali.
  • Che ogni studente dell’Accademia ESP, passando sotto Vanchiglietta, senta un’eco sorda: la memoria psichica dei Taurini che vegliano ancora sotto Torino.

Scopri di più da Elisa Thid Emiliani

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