Lore Specchio

API – il Dio‑Toro della Città Specchio

*LORE: Lo Specchio di Torino


Nella Torino riflessa del Mondo Specchio, esiste un dio venerato tra incroci d’ombre, polle d’acqua e alveari di luce nera. Si chiama Api, re‑toro divino, il ba vivente che incarna l’energia primordiale del fuoco e del focolare speculare.

Come il toro sacro dell’antico Egitto rappresentava il ba di Ptah (l’anima vivente del dio‑architetto Ptah), così Api (o Apìs) è l’araldo invisibile della forza che regge la città: costruisce e distrugge, rinnova i cicli, concede o nega l’equilibrio.

Anche qui il toro rinnova sé stesso: alla sua morte sorge un nuovo campione sacro, scelto tra i tori del gregge, in una cerimonia che mescola profezia, sangue e miele nero come notte specchiata.

Nel cuore della città, un alveare sacro custodisce Api: le sue stanze sono stalle dorate, ma anziché muschio e fiumi a Menfi, ha corridoi di specchi e lampade di cristallo rovesciato. I fedeli si avvicinano al toro attraverso una “finestra delle apparizioni”, chiedendo oracoli e segni per la città.

Una volta all’anno, il toro sacro è condotto in processione tra riflessi d’acqua stagnante: coperto di ghirlande di fiori neri, la sua presenza rinnova il ciclo del potere speculare e della fecondità urbana.

Simbolismi

  • Api è solare e lunare allo stesso tempo: incarnazione di Ptah‑Atum come fuoco che trasforma e di Osiride rinato nella ciclicità speculare.
  • In città, è associato al ciclo delle stagioni: quando muore, il nuovo toro è segno che un tempo è passato e un nuovo potere nasce.
  • Il toro sacro diventa oracolo vivente: alla sua morte, i sacerdoti studiano l’evento per trarre auspici su raccolti, epidemie, o invasioni interferenti tra mondi.

Apìs come equilibrio vivente

Apìs non è solo simbolo religioso: è equilibrio in carne e corna, guardiano della soglia che separa il mondo umano da quello specchio. Senza il suo ciclo, la città collasserebbe. Il toro rappresenta il legame tra solide pietre umane e liquidi spiriti speculari.

Se Apìs non viene rinnovato, la città cade preda di riflessi distorti, caos emotivo, mostri che emergono dall’Inferus. Volontà, desiderio, oracoli mancati: tutto precipita fuori controllo. Il suo culto garantisce pace interna e respiro tra realtà e riflesso.


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