dietro le quarte

Dietro le quarte – Io detesto l’amore romantico

Rubrica semiseria di una Scrittrice Indie

In quel periodo, per farvi capire il mio umore generale, stavo scrivendo un romanzo breve dal titolo “Io detesto l’amore romantico”.

Era una schifezza illeggibile, piena di tutti gli orrori, le ingenuità e la presunzione di una giovanissima scrittrice che (come scopriremo in seguito, ahinoi) non aveva un talento precoce e fulminante.

La storia ruotava intorno a un gruppo di ragazze omosessuali, e questo è più o meno tutto quello che ricordo di “Io detesto”, come veniva amichevolmente chiamato da me e dalle mie amiche (omosessuali e non), che erano molto coinvolte nella stesura della storia.

Ora, vi prego: dimenticate di aver mai sentito parlare di questo libro.

Torniamo a noi, invece. Ero una ragazza di 19 anni e mi ero messa in testa di trasferirmi a Torino, perché il mio fidanzato viveva lì con la madre. Il padre invece viveva con la sua nuova moglie e la nuova figlia (questo risulterà rilevante in futuro, per cercare di capire da dove provenisse tutta la stronzaggine del mio fidanzato, che chiameremo Federico).

I miei genitori alla fine avevano deciso che fosse meglio darmi una mano anziché lasciarmi al mio destino (e davvero, scherzi a parte, i miei genitori mi hanno sempre sostenuta e non finirò mai di ringraziarli e soprattutto: avevano ragione a odiare il mio fidanzato).

Quindi potevo contare su un piccolo budget e non pagavo le tasse universitarie perché avevo una piccola borsa di studio.

Non restava che trovare un posto dove vivere, perché di sicuro, anche se ero molto ingenua e non sapevo niente della vita, di una cosa ero certa: non mi sarei mai trasferita col mio fidanzato a casa di sua madre. Neanche se lui me l’avesse proposto. Cosa che non fece, esaurendo così la sua dose di saggezza dei nostri 4 anni di relazione 🌱


La rubrica


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