In “Una stanza tutta per sé”, Woolf sostiene che per una donna sia fondamentale disporre di indipendenza economica e di uno spazio privato per poter scrivere liberamente. Questa “stanza” rappresenta sia un luogo fisico sia un simbolo di autonomia e libertà intellettuale.
Nel mio percorso personale, ho sempre interpretato la “stanza” di Woolf in senso metaforico, come sinonimo di indipendenza. Tuttavia, possedere uno spazio fisico dedicato esclusivamente alla mia creatività, a partire dall’ano scorso, ha avuto un impatto significativo sul mio lavoro.
Dopo aver lasciato la casa dei genitori, dove avevo una stanza tutta mia, è diventato raro avere un’area personale in cui dedicarmi alla scrittura. Spesso, nelle case, è l’uomo ad avere uno studio o un ufficio. Fortunatamente, i tempi stanno cambiando, e oggi mi sento privilegiata ad avere, letteralmente, una stanza tutta per me. Uno spazio che condivido con le mie gatte, dove posso immergermi nella scrittura senza interruzioni.
Questo spazio non è solo un luogo fisico, ma rappresenta anche un rifugio mentale dove posso esplorare idee, sviluppare trame e dare vita ai miei personaggi. È un ambiente che mi permette di concentrarmi e di esprimere la mia voce in modo autentico.
Avere una “stanza tutta per sé” è essenziale per ogni donna che desidera coltivare la propria creatività e affermare la propria indipendenza artistica.
Nel Marzo delle donne, celebriamo l’importanza di creare e preservare spazi personali che ci permettano di esprimere noi stesse liberamente. Che sia una stanza fisica o un luogo simbolico nella nostra mente, è fondamentale avere un’area dove la nostra creatività possa fiorire senza restrizioni.
Come affermava Virginia Woolf, una donna ha bisogno di denaro e di una stanza tutta per sé per poter scrivere. Oggi, continuiamo a rivendicare il diritto a questi spazi, riconoscendo il loro ruolo cruciale nel nostro percorso.
Scopri di più da Elisa Thid Emiliani
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