Cari capelli: niente panico. Va tutto bene.
Davanti a me una pagina con il “track changes” attivato su “show” che mostra 4 commenti di cui due cancellati, rigoni e paragrafi evidenziati, punti interrogativi.
Questa editor, rispetto agli altri (2) editor con cui ho lavorato in passato (Giorgio della Zona e Leonardo di Moscabianca), presenta alcune differenze. Intanto è donna, forse è per questo che capisce la roba che scrivo meglio di quanto la capisca io e le videochiamate con lei a volte mi sembrano delle sedute di psicoterapia. Lei non lo sa, o forse fa finta di niente, ma succede che dica delle robe, che faccia dei commenti sul testo e sui personaggi che mi mandano un attimo in crisi, io nicchio e mi concentro di più a scrivere tutti i suoi commenti dentro il testo, evidenziati in rosso, pensando: niente panico, ci pensi meglio nel weekend, quando al posto di andare al mare/piscina/fiume sarai tappata in casa o in studio a sudare in compagnia delle zanzare.
Poi, nonostante sia lei stessa una scrittrice e quindi questa cosa mi sembri un po’ strana, ma tant’è, preferisce la comunicazione orale. Nelle mie esperienze precedenti c’era magari una telefonata, o uno scambio di vocali, o un incontro in persona ma la maggior parte del lavoro si faceva tramite email, scambiandosi un testo con mille commenti. Con lei, invece, l’approccio è molto diverso: si segna gli appunti sul cartaceo, poi ci vediamo in call, lei mi racconta quello che ha pensato e io trascrivo tutto (evidenziato in rosso) sul file che userò per editare e che le rimanderò, lei stamperà e il ciclo si ripeterà finché non saremo soddisfatte. O l’editore ci dirà: tempo scaduto.
E adesso basta cazzeggiare e più lavorare, che sono appena a metà del secondo round.
Stay tuned per more cronache dalla torrida Romagna ❤
— bio-bibliografia —
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