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La ragazza unicorno

Ciao bellezze! Ho comprato questo romanzo (breve) perché m’incuriosivano la copertina e l’autrice.

L’ho trovato alla Feltrinelli della stazione di Firenze e ho iniziato a leggerlo subito, in treno. Poi ho continuato nella vasca (per un paio di giorni ha fatto freddissimo) e sul divano.

Sì, perché io leggo lentamente, quasi come se leggessi ad alta voce. Quando vedo una frase che mi piace in modo particolare, la rileggo, quando vedo una frase che mi dispiace in modo particolare, la rileggo. Se c’è una parola che non conosco, la cerco. Non ce n’erano, in questo libro, ma ho ritrovato con piacere la parole “nitore” che non sentivo da un bel po’.

Vista la copertina, mi aspettavo devo dire qualcosa di più irriverente. Invece mi sono trovata di fronte a una scrittura classica, a una storia che mi ha ricordato Simenon mentre ero pronta per Bukowski, per intenderci.

Stile senza fronzoli, piacevole, toni un po’ troppo surreali per i miei gusti, ma è -appunto- questione di gusto.

Criptico il finale, mentre invece è abbastanza esplicito il messaggio che viene portato avanti da un personaggio che assomiglia a un bue condotto al macello.

Non ho letto Neroconfetto, la raccolta di racconti della stessa autrice, quindi non posso fare un paragone.

Di certo è una voce interessante… chissà cosa ci proporrà in futuro!

Nel giorno del suo compleanno, il 27 gennaio 2022, alle 18.41, il signor Cattaneo esce dal suo ufficio, viene rapito da due loschi figuri e portato, bendato, in un luogo che, quando riapre gli occhi, scopre essere tutto bianco. Il signor Cattaneo medesimo ha avuto in consegna abiti che sono essi stessi tutti bianchi. I due rapitori hanno l’aspetto dei rapitori: cappello, occhiali da sole, sigaretta in bocca. Lo interrogano sul suo lavoro, sui suoi gusti, sulla moglie dalla quale ha divorziato e che non sente da cinque anni, sulle sue abitudini sentimentali, per non dire sessuali. Il signor Cattaneo risponde, in qualche modo non ha paura, in qualche modo capisce che i due che gli stanno di fronte somigliano a qualcuno che ha già visto e, soprattutto, sanno sul suo conto più cose di quante ne sappia lui stesso. Ma chi è la ragazza unicorno? E cos’ha a che fare con quest’uomo apparentemente anonimo e senza pretese? Con un racconto veloce e preciso, comico e tragico, Giulia Sara Miori, che con quest’opera esordisce nel romanzo, insegue – come i due rapitori – un uomo incapace di guardarsi dentro. Un uomo che rifiuta di capirsi, e che dopo essersi capito per caso e non per intenzione, ovviamente, rifiuta di assolversi. Sembrerebbe quest’uomo, il signor Cattaneo, un eroe contemporaneo, e in qualche modo lo è, questo suo rifiuto dell’introspezione è infantile e titanico. Al signor Cattaneo viene data l’occasione di vivere e osservare ciò che è, una nuova coscienza, ma decide che con questa chiarezza non ci farà niente di niente. Tra Kafka e Bulgakov, un esordio fulminante dove la realtà si confonde con la finzione. Il romanzo per tutti coloro che neanche quando vengono rapiti riescono a guardarsi dentro.


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