diario, dietro le quarte

Dietro le quarte – estenuante

Ogni tanto odio il mondo reale, nel senso che provo insofferenza, un fastidio gastrico, un senso di pesantezza, spossatezza, di ansia e nervosismo al pensiero di dover aver a che fare – realmente – con la gente al lavoro, soprattutto la gente psicopatica non diagnosticata, con la spesa (frigo vuoto da giorni), la macchina (che non parte perché si è rotta la scheda elettronica dentro la chiave), le ore perse a produrre documenti inutili, report di report di report e sistema qualità, annegare nella burocrazia, cercare di essere sempre up up up per sostenere chi è messo peggio di me (al momento) e andare a correre mangiare poco (nessun problema col mio frigo) e la palestra costa troppo, fumare poco, bere poco stare in forma in forma in forma.

E soprattutto: io non ho davvero niente di cui lamentarmi. A volte odio il mondo reale e a me è andata di lusso. Quindi olè! Sensi di colpa! Meditazione, mindfulness, gestione dello stress, cristalli e statue del Buddha. Poi alla fine serie tv (sensi di colpa) una giusta dose di ore di sonno e la mattina di nuovo, saluto al sole, meridiani, caffé senza zucchero e report report report correre correre correre fumare poco bere poco stare in forma in forma in forma.

Estenuante.


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